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Inserimento lavorativo: dall’analisi al monitoraggio

L’inserimento lavorativo di persone con disabilità è un processo complesso, che deve essere preceduto da un attento lavoro di preparazione e che si divide in varie fasi.

  • RADIOGRAFIA DELL’AZIENDA

Tenere conto delle peculiarità del contesto lavorativo nel quale l’utente (il lavoratore? il disabile?) andrà ad inserirsi è questione di fondamentale importanza. A questo fine bisogna quindi raccogliere quante più informazioni possibili riguardo all’impresa a cui ci rivolgeremo o che ci ha contattato, con ricerche sul web (visitando il sito aziendale ad esempio) e mettendoci in contatto con operatori e professionisti di altri enti che possono averci avuto a che fare in precedenza. Possiamo poi procedere a contattare l’azienda per tentare di farci fissare un appuntamento per un colloquio conoscitivo. Colloquio dal quale dobbiamo cercare cercare di ottenere più informazioni possibili, sia dall’interlocutore con cui avremo la possibilità di parlare, ma anche dall’osservazione degli ambienti di lavoro (aziendali?) che avremo l’occasione di vedere. Qualora fosse possibile, una sorta di “tour” aziendale rappresenta la soluzione ideale

Conoscere l'azienda: una parte fondamentale
  • RICEZIONE DEI BISOGNI AZIENDALI

Una volta che saremo entrati in contatto con l’interlocutore grazie al colloquio conoscitivo, dovremo fare n modo di recepire e comprendere quanto più possibile i suoi specifici bisogni e necessità riguardo alla tematica degli adempimenti della legge 68 e dell’inserimento lavorativo dei disabili in generale. Bisogna sottolineare come questa specifica attività vada svolta in contatti e colloqui (dal vivo e a distanza) successivi al primo colloquio conoscitivo. Sulla base, quindi, delle particolari istanze espresse, dobbiamo consigliare l’interlocutore su quale potrebbe essere un profilo adatto da inserire nel suo contesto lavorativo: quali mansioni potrebbe svolgere e che tipo di utente calzerebbe a tal fine. Va sottolineato come, spesso, le aziende abbiano già in mente un profilo che reputano idoneo ai fini dell’adempimento degli obblighi della 68. Questa proposta dell’azienda va tenuta in seria considerazione, ma qualora fosse troppo complicata da esaurire (ovvero il profilo richiesto non fosse disponibile) bisogna cercare di ideare dei profili alternativi in maniera condivisa: fare e creare proposte alternative. Delle proposte che possano essere fatte proprie dall’interlocutore, basate sulla conoscenza precedentemente costruita riguardo alla realtà aziendale che abbiamo di fronte.

Recepire i bisogni aziendali è un fattore propedeutico indispensabile per fare un buon inserimento
  • INDIVIDUAZIONE DI PROFILI ADATTI ATTRAVERSO IL LAVORO DI RETE

Parallelamente all’opera di analisi del contesto e dei bisogni aziendali, un lavoro simile, di approfondimento ed analisi, va svolto sull’altro fronte dell’inserimento lavorativo: il mondo della presa in carico degli utenti che mette a disposizione le persone da inserire. Questo lavoro di approfondimento e conoscenza della propria base di utenza (che è essenzialmente la nostra “offerta” alle aziende) va condotto in parallelo alle fasi precedenti, giacché queste informazioni (che profili abbiamo a disposizione) possono essere spese a partire già dal secondo colloquio con l’interlocutore aziendale, se pensiamo di avere profili adatti al contesto ed alle necessità dell’impresa (sia dal punto di vista delle competenze professionali che da sotto quello umano e relazionale). Questo è però uno scenario che non sempre si rivelerà possibile, bisognerà quindi attuare un lavoro di ricerca di profili o di servizi presso, ad esempio, il mondo delle cooperative per trovare soluzioni possibili da proporre alle imprese, oppure andare a scavare nelle liste dei centri di collocamento, di concerto con gli operatori dei centri stessi. Un’ulteriore opzione sarà poi quella di pubblicare noi stessi degli annunci di ricerca di personale, sui vari social media e motori di ricerca di lavoro, con il profilo individuato da o con l’azienda in precedenza.

Riassumendo in poche parole: durante e dopo la ricezione dei bisogni aziendali dovremo porre in atto un’operazione di matching con i profili a noi disponibili presso gli enti e le cooperative della rete dei servizi di presa in carico degli utenti, oppure ricercarli al di fuori.

Il matching tra profili e bisogni recepiti, un lavoro accurato
  • MONITORAGGIO E RISOLUZIONE

Una volta che avremo individuato un profilo adatto e la persona proposta iniziasse un percorso di inserimento (dal tirocinio al contratto) sarà nostro compito monitorare attentamente l’evoluzione della situazione. Di concerto con l’operatore che accompagnerà l’utente (qualora ce ne fosse bisogno) o con il tutor tutor aziendale, sarà nostro dovere ed interesse controllare attentamente lo svolgersi dell’inserimento per essere pronti a rispondere nel più breve tempo possibile ad eventuali ostacoli o incidenti che potrebbero accadere. Dovremmo infatti essere pronti a fornire subito la nostra consulenza per risolvere gli eventuali problemi che potrebbero sorgere, per l’utente inserito come per l’azienda.

Ogni inserimento che noi facciamo è una testimonianza del nostro lavoro. La nostra funzione, oltre che di promozione dell’adempimento della legge 68, è quella di mediare tra mondi che devono cercare di collaborare e di risolvere, attraverso competenze specializzate e multidisciplinari, gli eventuali problemi che da questa collaborazione possono sorgere.

Il nostro lavoro non finisce una volta finito l'inserimento, la nostra consulenza deve essere sempre a disposizione delle parti in gioco