Convenzione ONU

Convenzione ONU

Che cos’é?

Si tratta di uno strumento antidiscriminatorio emanato nel 2006 dall’Assemblea Generale dell’ONU e ratificato in Italia nel marzo 2009. Esso si compone di un preambolo, 50 articoli e promuove la piena inclusione sociale della persona disabile, su un piano di uguaglianza con gli altri e contro ogni discriminazione.

Perché si chiama così?

La Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità non si chiama così per puro caso ma il fine è quello di sottolineare quanto il disabile sia, prima di tutto, una persona intesa come essere umano.

Chi riguarda e con quali intenti?

La Convenzione, come richiamato nell’articolo 1, riguarda le persone con disabilità, una condizione, quest’ultima, da interpretare in senso lato, non soltanto, cioè, in riferimento a potenziali menomazioni, in grado di limitare o impedire il normale agire del soggetto, ma anche con riguardo ai problemi derivanti dall’interazione della persona con l’ambiente, quelle barriere ambientali e relazionali suscettibili di pregiudicarne l’effettivo inserimento nella società.

Le persone con disabilità includono quanti hanno minorazioni fisiche, mentali, intellettuali o
sensoriali a lungo termine che in interazione
con varie barriere possono impedire la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su
una base di eguaglianza con gli altri.

In quest’ottica, tutti noi in una fase della nostra vita potremmo essere considerati disabili e, quindi, avere bisogno di adeguate misure che vengano incontro alle nostre esigenze.

La convenzione persegue, pertanto, l’intento di offrire tutela alla persona disabile, promuovendone i diritti, le libertà fondamentali e garantendone l’accesso e il godimento sullo stesso piano delle persone non disabili, al riparo da ogni forma di discriminazione.

Quanto testé affermato si evince dallo scopo della Convenzione:

Scopo della presente Convenzione è promuovere, proteggere e assicurare il pieno ed eguale
godimento di tutti i diritti umani e di tutte le
libertà fondamentali da parte delle persone con
disabilità, e promuovere il rispetto per la loro
inerente dignità.

Uguaglianza e non discriminazione sono ribaditi anche nell’articolo 5:

Gli Stati Parti riconoscono che tutte le persone
sono uguali di fronte e secondo la legge ed hanno diritto, senza alcuna discriminazione, a uguale protezione e uguale beneficio della legge.

Gli Stati Parti devono proibire ogni forma di discriminazione fondata sulla disabilità e garantire alle persone con disabilità uguale ed effettiva
protezione legale contro la discriminazione qualunque ne sia il fondamento.

In che modo la Convenzione tutela la persona disabile?

Attraverso una serie di azioni positive, interventi volti, cioè, a cercare di garantire effettivamente il pieno empowerment della persona disabile, facendo sì che quest’ultima si realizzi mediante il potenziamento delle proprie capacità individuali e la partecipazione in tutti gli ambiti della vita.

Si prevede, altresì, la predisposizione da parte degli stati aderenti alla convenzione di misure da attuare nel concreto, quali, ad esempio, accomodamenti ragionevoli e progettazione universale.

Cosa sono?

Gli accomodamenti ragionevoli sono piccoli accorgimenti, che, con un esborso economico limitato (si pensi, ad esempio, all’installazione di un ascensore in azienda o a piccole modifiche all’orario di lavoro), migliorano la vita a tutti, non soltanto al portatore di disabilità.

La progettazione universale è un concetto dalla grande portata innovativa che, rifacendosi al principio dell’accessibilità della persona disabile a tutti gli ambiti della vita, ragiona sulla progettazione e realizzazione di una serie di prodotti, strutture, programmi e servizi che non richiedano a monte progettazioni o adattamenti specializzati.

Il tutto per far sì che il numero più esteso di persone possa concretamente usufruirne. Occorre pensare, quindi, ad ambienti a misura di tutti, come potrebbe essere, ad esempio, un quartiere facilmente accessibile.

La tutela della persona disabile, come ricorda l’articolo 27, dev’essere posta in essere anche sul lavoro, garantendo alla stessa, anche attraverso una legislazione specifica, l’assenza di discriminazioni legate alla sua condizione.

La persona deve anche avere il diritto di scegliere un impiego confacente alle proprie inclinazioni in un ambiente di lavoro inclusivo che le consenta di realizzarsi e mantenersi.

La Convenzione, quindi, è centrata sulla persona e parte dal presupposto che tutti siamo uguali e abbiamo gli stessi diritti, libertà e bisogni. Può cambiare il modo di soddisfare tale bisogni ma sempre senza che ciò comporti pregiudizi e discriminazioni.

Per ulteriori approfondimenti, consultare il testo integrale della Convenzione.

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